Analisi delle tipologie di assunzione


Al momento dell’assunzione è importante per l’azienda valutare le diverse tipologie di assunzione previste dalla legge, in base alle necessità dell’organizzazione e al fine di contenere il costo del lavoro.
Negli ultimi anni, sono state introdotte nuove tipologie di assunzione (ad esempio: i contratti di lavoro a chiamata, contratti di lavoro occasionale, contratto di lavoro in somministrazione) e ridisciplinate tipologie contrattuali tradizionali (come ad esempio: i contratti di lavoro part-time, contratto di apprendistato, i contratti di collaborazione coordinata continuativa, ecc.) per favorire l’aumento dell’occupazione e migliorare la qualità del lavoro, cercando di contemperare le esigenze del datore di lavoro e quelle del lavoratore.

- Contratto a tempo determinato: ai sensi della legge n.247/2007, il rapporto di lavoro subordinato si considera stipulato di regola "a tempo indeterminato", pertanto se si vuole apporre un termine al contratto è richiesta la forma scritta della clausola appositiva del termine e delle ragioni che ne legittimano l'apposizione; in caso contrario, in mancanza di un contratto scritto, l'apposizione del termine è priva di effetti ed il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data di assunzione.  La disciplina del contratto a tempo determinato, contenuta nel D.Lgs. n.368/2001, consente l’apposizione del termine quando ricorrono ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro.

- Contratto a tempo parziale: il contratto part-time è caratterizzato dallo svolgimento di attività lavorativa per un orario inferiore rispetto a quello normale a tempo pieno previsto dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Il contratto di lavoro a tempo parziale deve essere stipulato per iscritto, indicando specificatamente la durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno
In relazione alla collocazione temporale della prestazione lavorativa, il contratto part – time può essere:
- "di tipo orizzontale", quando è prevista una riduzione giornaliera dell’orario di lavoro rispetto all’orario normale giornaliero previsto;
- "di tipo verticale" se l'attività lavorativa viene svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno;
- "di tipo misto", dato da una combinazione delle altre due tipologie di part time (verticale ed orizzontale).

- Contratto di collaborazione coordinata e continuativa: è un contratto di lavoro con il quale una persona si obbliga a compiere, a fronte di un corrispettivo, un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente

- Contratto a progetto: rientra nei "rapporti di collaborazione coordinata e continuativa", prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione della attività lavorativa.

Il reddito derivante dalle collaborazioni coordinate e continuative e dal lavoro "a progetto", è assimilato a quello di lavoro dipendente, pertanto il reddito imponibile è determinato secondo le stesse regole previste per la determinazione del reddito da lavoro dipendente, dall'art. 51 del TUIR.

Nelle collaborazioni coordinate e continuative, a progetto e non, il contributo previdenziale è per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del collaboratore.

- Contratto di lavoro occasionale accessorio: consiste in un rapporto di lavoro di natura meramente occasionale e accessorio, non riconducibili alle altre tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo, dal quale deriva un compenso totale, con riferimento al medesimo committente, non superiore a 5.000€.
Il D.Lgs. n. 276/2003 stabilisce quali sono gli ambiti nel quale è ammesso il lavoro accessorio:
• per i lavori domestici;
• per i lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, anche nel caso in cui il committente sia un ente locale;
• per l’insegnamento privato supplementare;
• per le manifestazioni sportive, culturali, fieristiche e per i lavori di emergenza o di solidarietà anche in caso di committente pubblico;
• per le attività agricole di carattere stagionale, effettuate da pensionati e da giovani studenti con meno di 25 anni di età;
• della impresa familiare di cui all'articolo 230-bis, cod. civ.;
• per le attività di settore produttivo, compresi gli enti locali, da parte di pensionati;
• per le attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie.

- Contratto di apprendistato: è un contratto di lavoro a tempo indeterminato, come definito dal D.Lgs. n.167/2011, finalizzato a favorire la formazione, l'occupazione dei giovani e la riqualificazione professionale delle persone che hanno perso il posto di lavoro.

Per i contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016, ai datori di lavoro che occupano fino a 9 dipendenti, è riconosciuto l'esonero totale della "quota di contribuzione" a loro carico per i primi 3 anni di durata del contratto di apprendistato. Per le imprese con almeno 10 dipendenti è riconosciuta l’aliquota agevolata del 10% per tutta la durata dell’apprendistato.
Fino al 31 dicembre 2011 rimane in vigore la precedente disciplina che prevede a carico dei datori di lavoro che occupano fino a 9 dipendenti, un'aliquota contributiva pari all'1,5% per il 1° anno, al 3% per il secondo anno e al 10% per il restante periodo.

- Contratto di inserimento: è un contratto a tempo determinato previsto per favorire l'integrazione dei lavoratori in un determinato contesto lavorativo,  mediante la definizione di uno specifico "progetto individuale" di adattamento delle competenze professionali alle specifiche esigenze aziendali.

Possono essere assunti con contratto di inserimento.
- soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni;
- disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni che sono alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi
- lavoratori con più di cinquanta di età privi di un posto di lavoro;
- lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni;
- donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in una area geografica con un tasso di disoccupazione femminile elevato,
- persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico, il cui grado di invalidità sia superiore al 45%.

La durata del contratto di inserimento, che deve essere indicata per iscritto nel contratto di assunzione, e comunque non può essere inferiore a nove mesi e superiore ai diciotto mesi, elevabili fino a trentasei mesi per l'assunzione di persone affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico.

I datori di lavoro che assumono con contratto di inserimento "lavoratori svantaggiati" (sono quindi esclusi solo i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni) hanno diritto a delle agevolazioni contributive previste dalla disciplina di legge in materia di contratto di formazione e lavoro, articolate in base al:
• settore di appartenenza del datore di lavoro
• ubicazione territoriale di quest'ultimo.

La riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro è pari :
- al 25% per i datori non aventi natura di impresa ubicati al centro-nord, se ubicati nel mezzogiorno i contributi a carico sono il 50%;
- al 25% per le imprese del centro-nord; per le imprese del mezzogiorno e per le imprese artigiane, ovunque situare,  la contribuzione dovuta è pari a quella degli apprendisti

- Contratto di lavoro in somministrazione: è un contratto di lavoro stipulato tra il lavoratore e l’agenzia per il lavoro, che manda “in missione” il lavoratore presso un’impresa utilizzatrice. Il lavoratore quindi è assunto dall’agenzia di somministrazione, ma di fatto svolge la propria prestazione di lavoro sotto la direzione ed il controllo dell'impresa utilizzatrice.

- Contratto di lavoro intermittente: è un contratto con il quale il lavoratore mette a disposizione del datore di lavoro la propria attività lavorativa, che ne potrà utilizzare quando ne ha la necessità nel rispetto, comunque, dei limiti indicati dalla legge.
Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato, con soggetti di età inferiore ai 25 anni o con lavoratori con più di 45 anni di età, anche pensionati.

Le parti possono stabilire contrattualmente l'obbligo del lavoratore di garantire la propria disponibilità in caso di chiamata da parte del datore di lavoro (“obbligo di rispondere alla chiamata”); in questo caso, oltre al normale trattamento economico spettante per i periodi lavorati, il lavoratore ha diritto a percepire un'indennità mensile di disponibilità per i periodi di inattività.
La misura dell'indennità di disponibilità è stabilita dai contratti collettivi e non può essere inferiore al 20% della retribuzione prevista dal CCNL applicato.

Analisi delle tipologie di assunzione a cura del Centro studi



29/11/2011