Obbligo di fedeltà del dipendente
Il Sole24Ore 6 febbraio 2012
- Il dovere del dipendente di non divulgare notizie riservate relative all'azienda dove lavora trova il suo fondamento nell'art. 2105 C.C. Secondo la giurisprudenza prevalente, l'obbligo di fedeltà ha un contenuto molto più ampio di quello desumibile dalla lettera della norma, dovendo integrarsi con il dovere generale di correttezza e buona fede.
- Il lavoratore che rivela, anche solo incautamente, segreti aziendali o che assume una condotta in contrasto con i doveri connessi al suo inserimento nella struttura e nell'organizzazione di impresa rischia il posto di lavoro, oltre a possibili conseguenze penali e risarcitorie. Perché vi sia violazione del divieto di divulgazione di notizie aziendali, non è necessario che si verifichi un danno effettivo per il datore di lavoro, ma basta un pregiudizio potenziale.
- Il lavoratore che rivela, anche solo incautamente, segreti aziendali o che assume una condotta in contrasto con i doveri connessi al suo inserimento nella struttura e nell'organizzazione di impresa rischia il posto di lavoro, oltre a possibili conseguenze penali e risarcitorie. Perché vi sia violazione del divieto di divulgazione di notizie aziendali, non è necessario che si verifichi un danno effettivo per il datore di lavoro, ma basta un pregiudizio potenziale.
07/02/2012
