Ammortamento dei beni gratuitamente devolvibili


L’art. 8 del D.M. 8 giugno 2011 è stato emanato in attuazione del “decreto milleproroghe” con l’obiettivo di coordinare le disposizioni del T.U.I.R. con i principi contabili internazionali andando ad apportare modifiche sostanziali alla disciplina degli ammortamenti fiscalmente ammessi per i beni “gratuitamente devolvibili” iscritti in bilancio secondo i principi dell’Ifric 12.

In particolare l’articolo in questione prevede che per le infrastrutture relative ad “accordi per servizi in concessione” iscritte in bilancio come attività immateriali secondo le metodologie previste dall’Ifric 12, l’ammortamento può essere calcolato secondo la procedura dell’ ammortamento finanziario ai sensi dell’art. 104 del T.U.I.R.

Alla base vi è il concetto di “concessione amministrativa” che rappresenta una forma di gestione del servizio pubblico attraverso il quale l’Amministrazione pubblica delega l’offerta di un servizio ad un operatore privato, riservandosi il diritto di regolarne modalità e obiettivi: con tale meccanismo l’Amministrazione non solo riduce i costi di realizzazione delle opere ma attribuisce all’impresa concessionaria il problema del reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell’investimento. Le imprese concessionarie di un servizio pubblico hanno spesso l’obbligo di cedere gratuitamente al concedente, alla scadenza della concessione, gli impianti realizzati per l’esercizio del servizio pubblico in perfetto stato di efficienza e funzionamento.

L’art. 104 T.U.I.R. permette alle imprese concessionarie di calcolare, sui beni gratuitamente devolvibili al termine della concessione, delle quote di ammortamento finanziario anziché le consuete quote di ammortamento tecnico previste dagli articoli 102 e 103. In sostanza l’impresa  può scegliere tra ammortamento finanziario o ammortamento tecnico, e la scelta riguarda solo i beni gratuitamente devolvibili, mentre per i restanti beni si applicano le consuete regole relative all’ ammortamento. L’ ammortamento finanziario è dato dalle quote costanti calcolate  dividendo il costo dei beni gratuitamente devolvibili, diminuito degli eventuali contributi del concedente, per il numero degli anni di durata della concessione, considerando tali anche le frazioni.

Per le imprese che adottano per obbligo o per scelta i principi contabili internazionali la prassi di riferimento è l’Ifric 12 il quale definisce i modelli contabili corretti quando il concessionario utilizza un’infrastruttura  controllata dal concedente.

L’art. 8 del D.M. 8 giugno 2011 introduce, quindi, significative novità nella individuazione e nel trattamento fiscale dei beni per servizi in concessione detenuti dalle imprese italiane che adottano i principi contabili internazionali. In particolare il primo comma stabilisce che le imprese che rappresentano in bilancio le infrastrutture in concessione rilevandole come “attività immateriali”, possono dedurre ai fini fiscali esclusivamente le quote di ammortamento determinate secondo le direttive fissate dall’art. 104 T.U.I.R. nel rispetto del limite massimo di deducibilità pari all’1% del costo dei beni. In altre parole tali imprese devono rispettare i limiti imposti dall’art. 104 T.U.I.R. e quindi scegliere se portare in deduzione, come costi di esercizio, quote di ammortamento finanziario o ordinario, ma in misura non eccedente la soglia dell’1% del costo dell’infrastruttura.

Si rileva, comunque, che da un punto di vista fiscale l’applicazione dell’ ammortamento finanziario permette di spalmare il costo del bene in un arco temporale più lungo, data la possibilità di dedurre quote di ammortamento per tutta la durata della concessione, rispetto a quello derivante dall’applicazione dell’ ammortamento ordinario previsto dagli artt. 102 e 103 del T.U.I.R.



21/11/2011